Significato di “laboratorio psicologico”

Uso il termine “laboratorio” per indicare il luogo dove si riuniscono persone, motivate da interessi culturali o terapeutici, per fare esperienze propriocettive e interattive sotto la guida di uno specialista in materia. Se la riunione tratta problematiche personali, come problemi di ansie e di umore o momentanei malesseri familiari e sociali, il laboratorio ha la funzione di un percorso psicologico di gruppo. Se, invece, il confronto fra le persone riguarda argomenti non contemplati dalla psicopatologia, il laboratorio  ha una funzione generica di mediazione sociale o d’incontro umorale.

Gli aderenti al laboratorio si prefiggono di trovare un compromesso fra tesi prettamente razionali guidate dal cervello e temi emozionali, accompagnati dal cuore perché non sempre la ragione giustifica i sentimenti e spesso questi ultimi si oppongono alla ragione; da queste contrapposizioni possono nascere malesseri che nel laboratorio sono messi in pubblica discussione anche con il contatto psico-corporeo, come sguardi compiacenti o intransigenti, sorrisi concilianti o insofferenti.

La libertà di linguaggio e i brevi intrattenimenti di contatto corporeo sviluppano  quell’interattività dei sentimenti che insegna a conoscersi seguendo il canone primario di ogni forma conoscitiva:  “Io racconto le mie preoccupazioni a te perché sono convinto che tu mi racconterai le tue,per analizzarle e trovare, insieme, una possibile soluzione”.

La partecipazione ai laboratori mette in luce l’importanza della solidarietà, della sussidiarietà e degli scambi emotivi, perché il “laboratorio” è come un’attività artigianale dove tutti concorrono a costruire lo stesso “oggetto” che, in questo caso simbolicamente, si può identificare con il “futuro” di ogni partecipante. La presenza di altre persone non è sentita come ostacolo alla libera espressione della propria emotività, ma al contrario, è avvertita come collaborazione per raggiungere un comune benessere psicologico e fisico. Non si tratta di trovare la soluzione del problema, ma di allenare la mente a mantenersi in attività, di contro alla fisiologica decrescita nella sfera del linguaggio, della memoria e dell’organizzazione spazio-temporale.

L’evoluzione e l’involuzione del cervello sono due processi fisiologici che fanno parte della natura dell’uomo. Fino a una certa età, infatti, le diverse funzioni fisiche e mentali reciprocamente si convalidano e si accrescono, mentre in seguito, sono destinate a decrescere. L’errore più comune che molti commettono, è di credere che un “cervello normale” rimanga tale, per tutta la vita.

Non è così e i contadini lo sanno: se usano l’aratro tutti i giorni, si accorgono che l’attrezzo si mantiene smagliante e lucido; se, invece lo accantonano da una parte senza usarlo, si arrugginisce e ben presto si deteriora.