La Programmazione Neuro Mentale è una tecnica rigenerativa

Utilizzando strategie visive, uditive, tattili, cinestesiche ed emozionali,  la Programmazione Neuro Mentale (PNM) rende più esplicita la “comunicazione” e rigenera  i ricordi usurati dal tempo: per questo la definisco tecnica rigenerativa perché applicata in soggetti minori, giovanili e adulti, si ottengono miglioramenti non solo nelle aree sottoposte a osservazione (ad esempio nel deficit dell’attenzione ADHD), ma anche nel consolidamento generale dell’equilibrio psico-corporeo.

Individui con scarso orientamento spazio-temporale, ad esempio, hanno riacquistato buone capacità orientative e bambini disprassici (disturbo di coordinazione e movimento), hanno migliorando il proprio coordinamento verbale e motorio; ragazzi ipodotati hanno ottimizzato attenzione, memoria e apprendimento e tipi cosiddetti eccellenti di elevato quoziente di sviluppo sociale strategico (QSSs), hanno socializzato con approcci più gradevoli ed espansivi; persone di età avanzata che per motivi fisiologici o traumatici, avevano perso le funzioni del ricordo e delle cognizioni più comuni, hanno reintegrato l’uso della memoria riattivando la consapevolezza di fare auto ironia sulle proprie smemoratezze, senza considerarle effetti patologici.

Da tali esperienze posso dedurre che la PNM  perfeziona le percezioni sensoriali dando maggiore energia e presenzialità alla persona che riorganizza i vari  i processi mentali in via di obsolescenza o per mancanza di esercizio e invecchiamento. Il cervello umano è come un bambino curioso che chiede sempre il perché delle cose e quando impara giocando, si diverte a trattenere il “sapere” con maggiore facilità. Spesso diffida degli altri e disapprova comportamenti spericolati, autoritari e punitivi che non corrispondono alle proprie emozioni; spesso ricorda le ferite subite durante i primi anni di vita e odia chi le ha generate; è come una persona egoista e altèra che aspira ad avere tutto per sé e non vuole essere inferiore a nessuno.

Il cervello è un organo prestigioso ma, nello stesso tempo è anche misterioso, perché contrariamente al sentimento che cede ad ogni piccola emozione, lui difende sempre se stesso in nome della propria ragione. Solo quando riesce a comprendere le illogicità emotive, si dedica alla solidarietà; quando invece si ostina a perseguire le proprie funzioni schiettamente cerebrali (neuro), convinto di essere tuttologo e onnisciente, fa prevalere l’egoismo. Soltanto grazie alle esperienze che gli provengono dal corpo tramite le percezioni sensoriali, il cervello stabilisce un patto di mutua convenienza con il cuore, dal quale trae vita e al quale dona nuovi orientamenti di esistenza. La fusione di codesti due organi, dà origine cuorcervello (vedi) che,  con le reciproche competenze (conoscenza e sensibilità) rigenera l’intero organismo predisponendolo ad accettare gli imperativi categorici della vita.

Sono giunto a tali considerazioni dopo aver sperimentato modelli di PNM su bambini e ragazzi con difficoltà mentali, su soggetti “eccellenti” con problemi di socializzazione e, in tempi recenti, su persone ultracinquantenni con perdita di attenzione, volontà, interessi e memoria.