Il sapere non sia solo esteriorità.

 

La programmazione Neuro Mentale (PNM) e la Programmazione Neuro linguistica sono espressioni del comportamento umano che qualificano sia le psicoterapie individuali, sia i percorsi psicologici di gruppo. La PNM riguarda la costruzione del sapere, la PNL controlla l’esternazione delle conoscenze. Il cervello è come un centro di smistamento: accoglie esperienze, le elabora, le interiorizza e le esprime tramite il linguaggio. A proprio modo l’individuo si costruisce un suo programma per comunicare  pensieri, sentimenti e rivalità. Il Blander, infatti, da esperto in comunicazione, afferma che “noi siamo i soli in grado di autoprogrammarci”, contrariamente a quanto accade a tutti gli esseri viventi che hanno bisogno dell’uomo per variare il programma della propria natura.

Tale possibilità di auto programmazione non rappresenta soltanto un’opportunità personale, ma un beneficio sociale e un investimento economico. Costruire una casa, ad esempio, è molto più facile che pensarla, perché chi la idea deve eseguire i calcoli di ogni passaggio, conoscere il rapporto fra ferro, terra e cemento e avere cultura (sapere) e competenze circa i sistemi di costruzione. Chi la costruisce, invece, applica i conteggi  altrui, eseguendoli nel modo migliore . In tal senso, la Programmazione Neuro Mentale (PNM) è l’invenzione della casa, mentre la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) ne è la costruzione: da ciò deriva che senza Programma (cultura e competenza mentali) non esiste alcuna esecuzione pratica.

Trasferendo la metafora della casa alla psicologia, si deduce che la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) spinge l’individuo a costruirsi una personalità gradevole, ma tale risultato non otterrebbe senza la Programmazione Neuro Mentale (il sapere) dei vari processi d’apprendimento. Formare l’uomo non significa attribuirgli soltanto capacità virtuali di linguaggio, espressioni di simpatia empatica e movimenti di disinvoltura. Significa, invece, sapere coniugare la cultura con la realtà, fare analisi delle proprie competenze, riconoscere i propri limiti e usare le esperienze per arricchire le cognizioni. In questo senso PNM e PNL hanno legittimità di convivenza mentale a patto che la prima sia riconosciuta come “scienza del sapere” e la seconda come scienza d’espressione: la seconda senza la prima, è un esteriorità illusoria.

Per realizzarsi da un punto di vista neurofisiologico e psicologico, un uomo deve possedere capacità d’apprendere e arte d’esprimersi:  basi galileiane per fare interagire la Programmazione neuromentale (PNM) con quella Neuro Linguistica (PNL), dove l’una completa l’altra e ambedue usano lo stesso apparato neurologico per qualificare conoscenza ed eloquenza. La PNM presuppone la distruzione delle false credenze (idola) e la PNL non deve illudere l’individuo facendogli credere di poter esprimere un’idea senza conoscere i fatti di cui parla.

La conoscenza, afferma Bacone, non deve essere né serva né cortigiana ma moglie legittima ed allora la scienza non sarà più né una cortigiana, strumento di voluttà, né una serva, strumento di guadagno, ma una sposa legittima, rispettata e rispettabile, feconda di nobili prole, di vantaggi reali, e di oneste delizie.