Che cosa sono e per cosa servono 

Se cercate in internet il termine “Ortopedia”, imparerete che essa è una disciplina medica che studia l’apparato locomotore. Significa “Retta, diritta, giusta educazione” deambulatoria che risale ai tempi di Ippocrate (IV secolo a.C.). L’ortopedia medica si occupa di ossa, fratture, traumi fisici, protesi e chirurgia estetica e interessa solo parzialmente la psicologia.

Ortopedia Mentale

Se alla parola “Ortopedia” aggiungete il termine “mentale”, la ricerca vi porta ad Alfred Binet, studioso francese che l’ha utilizzata per la rieducazione del cervello: “retta, diritta, giusta educazione cerebrale”. Analizzata in senso educativo o rieducativo, l’Ortopedia mentale diventa un procedimento volto a fortificare le abilità mentali (memoria, giudizio, volontà, attenzione, percezione, ecc.) dei bambini “normali”, dei “deboli di mente” e di chi ha perso lo smalto della memoria.

Revisionata dallo Studio Staffolani, l’ortopedia mentale è uno strumento per “re-imparare a imparare” grazie a una serie di esercizi fisici, giochi di movimento o d’immobilità. Per aumentare le  competenze del “sapere”, infatti, anche il gioco dell’immobilità allena il cervello a rimanere in attesa di ciò che potrebbe succedere; in tal senso, l'”immobilità” educa il cervello alla stessa stregua dei movimenti del corpo per comprendere i diversi stati di tristezza, che derivano dal non comprendere una cosa e di  gioia, che si prova per averne  avuto conoscenza.

Non si può imparare, ad esempio, una poesia, se il cervello non utilizza la sua sottile rete di cellule nervose per captare ciò che gli proviene dall’esterno, come non si può pretendere che un individuo parli senza conoscere le parole o che possa migliorare l’intelligenza, senza l’aiuto dell’attenzione. Immobilità e movimenti sono le condizioni primarie che definiscono la personalità di ogni essere umano che è sempre espressa in parole, sentimenti ed emozioni e coordinata da quella che chiamiamo ortopedia mentale (retta diritta, giusta educazione della mente). Se un corpo ha bisogno di movimenti delle ossa e dei muscoli ben coordinati per camminare, necessariamente deve avere lo stesso coordinamento sentimentale ed emotivo per pensare e amare.

Programmazione Neuro Mentale

L’ortopedia mentale (OM) e la Programmazione Neuro Mentale (PNM)  precedono la Programmazione Neuro linguistica (PNL), perché ognuno di noi può solamente esprimere ciò che conosce. Ortopedia mentale e programmazione neuro mentale fanno parte del sistema cognitivo, la programmazione neuro linguistica appartiene al sistema espressivo perché la conoscenza precede  la capacità espressiva.  Mangiare, bere, dormire sono tre funzioni utili al cervello solo per vivere passivamente ma non per creare, perché nulla si crea dal nulla. La ricchezza espressiva deriva dalla quantità e dalla qualità della conoscenza e nulla può essere espresso che non sia stato prima appreso. Un cervello non può esprimere ciò che non conosce.

Come un agno morirebbe di fame se non imparasse a costruirsi una tela sottile per imprigionare gli insetti, così il cervello morirebbe d’inedia se non avesse un continuo materiale da rielaborare. Sotto quest’aspetto è un mangiatore di esperienze ingoiate di giorno e ruminate di notte per affinarle. L’ortopedia mentale è l’allenamento della mente tendente a catturare il sapere, mentre la Programmazione Neuro mentale è la pianificazione di ciò che si è imparato per renderlo disponibile alle attività espressive (PNL).

Ragnatela del cervello

Se il sistema osseo è sostegno del corpo e il sistema nervoso è rinforzo dei movimenti, la PNM è la ragnatela del cervello. E’ una tela fitta e continua che si espande in tutto il corpo e da esso ritorna al cervello per consentirgli di rielaborare  il “percepito” e indirizzarlo verso impulsi nervosi che stimolano i muscoli a muovere il corpo. Non bisogna dimenticare che il cervello, prima di esercitare bene le proprie funzioni specifiche, ha dovuto imparare a imparare per tentativi ed errori che sono l’unico impianto dello scienziato.

Solo più tardi, ha imparato ad amare, ma l’amore non è scientifico né è un prodotto matematico: è un dispiegamento del corpo che si predispone all’altro per soddisfare i  bisogni di entrambi.

Rivisto e aggiornato nel giugno 2017 e nel novembre 2017 Rivisto nel settembre 2018